Export 2018: l’Italia archivia un anno in chiaro scuro

Sebbene i flussi commerciali italiani nel 2018 hanno mostrato un lieve incremento, arrivando a segnare +3% rispetto al 2017, risultano in decelerazione se paragonati al +7,6% dell’anno precedente.

Analizzando più in dettaglio i numeri è possibile notare che vi sono dei segnali che occorre prendere in seria considerazione: se è vero che la Francia ha registrato un +4,5%, seguita dalla Germania con un +3,6% è altrettanto vero che Paesi molti importanti Paesi hanno contribuito alla diminuzione dell’export. La Turchia ha visto un calo del 13,1%, il Medio Oriente del 9,7%, i Paesi OPEC del 7,5% ed infine la Russia che ha registrato -4,5%.

Nell’ultimo mese del 2018 le esportazioni hanno addirittura registrato un -2,3%, mentre le importazioni un -1,0%. Nello specifico, si può notare come il calo delle vendite sia concentrato nei confronti dei mercati extra UE (-5,6%).

Se invece si opera un paragone fra l’ultimo trimestre dello scorso anno con quello del 2017, è possibile registrare un incremento sia nell’export (+0,9%) che nell’import (+0,6%).

I settori maggiormente coinvolti dal fenomeno sono stati quello botanico, del chimico-famaceutico, food & beverage, trasporto e tabacco.

Inoltre è bene osservare la riduzione del surplus commerciale di fine 2018. Nel dicembre 2017 il movimento di flussi era di +5.081 milioni, mentre nel 2018 è sceso a +3.658 con uno scarto di 1.4323 milioni di euro. Inoltre l’avanzo commerciale dell’anno passato ha registrato un -7.838 milioni di euro rispetto all’anno precedente.

In conclusione, sebbene il 2018 abbia registrato una crescita nei flussi commerciali questi purtroppo non hanno raggiunto neanche la metà di quelli raggiunti durante il 2017.

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